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Orari apertura esposizioni:

Rossana:

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Elenco degli autori e sedi delle mostre:

Rossana (CN), Via Mazzini n.67
Autori e opere esposte:

Silvia Amodio

Biografia

Si laurea in filosofia con una tesi sperimentale svolta alle Hawaii sulle competenze linguistiche dei delfini. Giornalista, fotografa e documentarista ha operato scelte espressive che coniugano etica ed estetica per affrontare temi complessi come la diffusione dell’Aids in Sudafrica, la pedofilia clericale, i bambini lavoratori in Perù, l’albinismo e la malnutrizione in Burkina Faso. È spesso ospite di convegnie trasmissioni televisive e radiofoniche. Da cinque anni promuove HumanDog, un progetto itinerante che indaga la relazione tra cane e padrone anche da un punto di vista zooantropologico. Nel mondo della fotografia d’autore si è affermata con numerose mostre in gallerie e spazi istituzionali in Italia, Stati Uniti, Francia, Inghilterra, Olanda. Nel 2008 un’opera tratta dal progetto “Volti Positivi” è stata selezionata, unica italiana, al Taylor Wessing Photographic Prize indetto dalla National Portrait Gallery di Londra. Ha pubblicato i volumi “Volti positivi” (2007), “Tutti i colori del bianco” (2012), “Nessun uomo è un’isola” (2012), “L’Aquila riflessa” (2012), “Deo Gratias” (2014), “HumanDog” (MoreMondadori 2014), “AdottaMI” (2015), “HumanDog Alimenta l’Amore” (2016-2017-2018), “Io ero, sono, sarò” (Terrre di Mezzo 2018) oltre a numerosi calendari. Ha realizzato i documentari “Volti Positivi” (2007), “I bambini del Manthoc” (2012), “Deo Gratias” (2014) e vari cortometraggi. È inserita nel libro e nell’omonimo video “Parlando con voi, incontri con fotografe italiane” a cura di Associazione fotografi italiani professionisti e ne “I 100 e 1 volti della fotografia italiana” di Hermes Mereghetti. La Fondazione 3M ha acquisito la mostra l’Arte del Ritratto per la sua collezione, mentre il Mandela Forum di Firenze ospita permanentemente la mostra “Volti Positivi”.

“IO ERO, SONO, SARÒ”

From the series ‘Io ero, sono, sarò’. Italy. © Silvia Amodio
From the series ‘Io ero, sono, sarò’. Italy. © Silvia Amodio

Il progetto fotografico Io ero, sono, sarò nasce da un’idea di Coop Lombardia, con lo scopo di attirare l’attenzione sulla diffusione del tumore al seno e di promuovere la cultura della prevenzione. Il compito è stato affidato alla fotografa – giornalista Silvia Amodio, che ha ritratto e raccolto le storie di 49 donne e un uomo (si perché, per quanto raro, il tumore al seno colpisce anche gli uomini). La malattia si riconosce in una cicatrice, nella mancanza dei capelli, in un tatuaggio che nasconde una ferita. Tuttavia, quello che appare al fruitore non è sofferenza, ma armonia e leggerezza, perché la voglia di vivere e di reagire è più forte del dolore. L’autrice ha scelto di restituirci immagini serene e positive perché la parola “tumore” non deve fare più paura, oggigiorno la medicina ha fatto passi avanti importanti e guarire è possibile. Ci fa piacere ricordare che Coop Lombardia è una impresa di distribuzione organizzata in forma giuridica di cooperativa alla quale aderiscono circa 850.000 soci che sono gli unici proprietari e i principali fruitori dell’attività. Coop Lombardia destina molte risorse all’impegno sociale e a iniziative di solidarietà, come dimostra questo importante progetto che vuole celebrare la vita.

UN PROGETTO PER CELEBRARE LA VITA

Non immaginavo che questo lavoro sarebbe stato molto complesso e diverso dagli altri per il coinvolgimento emotivo e personale che avrebbe comportato. La priorità erano le signore che avrei ritratto, dovevano sentirsi a proprio agio e soddisfatte del risultato. Poi dovevo trovare una strada “nuova” per raccontare in punta di piedi una malattia: volevo dar vita a immagini delicate che non respingessero il fruitore di fronte alla malinconia del tema e, allo stesso tempo, condizionata dal mio approccio giornalistico, sentivo il bisogno di raccontare le loro esperienze con onestà. Ho pensato di utilizzare un velo come filo conduttore, un vezzo tipicamente femminile visto che la parte colpita, il seno, è simbolo di femminilità. Con la sua trasparenza e leggerezza, questo tessuto mi ha consentito di “giocare” sul set con le mie modelle e (s)velare non solo le parti del corpo colpite dal male, ma anche le cicatrici profonde e non sempre visibili dell’anima. Nonostante la sofferenza, sia fisica che psicologica, chi ha deciso di partecipare al progetto lo ha fatto per celebrare la vita. Ho imparato che il processo di guarigione passa anche attraverso piccole cose. Quando cadono i capelli o si ingrassa per le medicine, prendersi cura di sé è fondamentale. In quel periodo non ci si riconosce, la mancanza delle sopracciglia toglie espressione al volto, si perde la propria identità. Ogni donna ha vissuto il percorso della malattia in maniera diversa: chi con grinta, chi con rabbia, chi ha rafforzato legami affettivi e sentimentali, chi si è ritrovata sola. Anche per i familiari è difficile vivere di riflesso questa situazione, sono numerose le coppie che non hanno resistito a questa prova, molti uomini non sono stati capaci di sostenere il peso di tanta sofferenza. Inaspettatamente, tutte mi hanno detto che il cancro è stato un’occasione. Un’occasione per ripensare a tante cose, per prendersi cura di sé, per fare ordine nella propria vita, per capire ciò che conta e per trovare, finalmente, la forza e il coraggio per realizzare un sogno. Alcune hanno incontrato medici straordinari che le hanno seguite e non le hanno fatte sentire sole, molte invece sono state trattate come numeri ai quali doveva essere applicato un protocollo identico a quello di tutte le altre. Ma nessuna persona dovrebbe essere trattata come un numero; ai futuri medici bisogna insegnare che non si interviene solo su un sintomo, ma che ci si deve prendere cura del corpo, della psiche e dell’anima dei pazienti. Bisogna saper ascoltare.

www.silviaamodio.com

Stefania Bosso

STEFANIA BOSSO

Biografia

Nata a Torino nel 1987, vive e lavora a Pianello Val Tidone, nello studio di Cesura, collettivo fotografico di cui fa parte dal 2014. Ha lavorato come assistente per Alex Majoli (Magnum Photos). Oltre che di fotografia si occupa della produzione di mostre fotografiche nazionali e internazionali.

 

 

“COMPAGNIA DELLA FORTEZZA”

COMPAGNIA DELLA FORTEZZA STEFANIA BOSSO
From the series ‘Compagnia della Fortezza’. Italy. © Stefania Bosso

La Compagnia della Fortezza nasce e si sviluppa nell’ Istituto di Reclusione di Volterra. Da trent’anni, ogni giorno, il regista teatrale Armando Punzo varca la soglia del carcere per portare avanti il suo lavoro con gli attori detenuti. Gli spettacoli della Compagnia della Fortezza vanno in scena all’interno del carcere – per gli spettatori esterni paganti, e poi in tour nei vari teatri d’Italia. Stefania ha seguito e tuttora segue il loro lavoro.

www.cesura.it

 

 

 

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Elena Perlino

Biografia

Dopo una laurea in Lettere Moderne all’Università di Torino Elena Perlino, collabora come fotografa per testate nazionali e internazionali (Newsweek Japan, Afrique Magazine, Max, D di Repubblica, Io Donna, Internazionale, Elle) ed espone le sue immagini in Europa, Asia e America settentrionale.
La sua ricerca a lungo termine sulla tratta di esseri umani riceve il sostegno di Magnum Emergency Fund e Open Society Foundations e diventa il libro “Pipeline” (Schilt Publishing, 2014). “Maktoub” (Cibele Edizioni), dedicato all’Islam in Italia, è pubblicato nel 2017, con il sostegno di lettera27. Nel 2018 pubblica la serie “Paris Goutte d’Or” (Éditions Loco), con la partecipazione del Centre national arts plastiques.

“PIPELINE”

From the series ‘Pipeline: human trafficking’. Italy. 2005. © Elena Perlino

La mostra si occupa della tratta di donne provenienti dal sud della Nigeria (in particolare dalla regione di Benin City) una volta arrivate in Europa ed entrate a fare parte della rete di sfruttamento sessuale, presente sul territorio da più di vent’anni. Le immagini – realizzate tra Torino, Roma, Napoli e Palermo durante sette anni di ricerca – raccontano i vari momenti che scandiscono la vita delle donne africane: tra debiti milionari da rimborsare, rituali voodoo, centri di accoglienza, controlli di polizia, funzioni domenicali pentecostali e brevi momenti di normalità.

www.elenaperlino.com

 

 

 

 

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Andrea Folli

Andrea FolliBiografia

Andrea Folli è un architetto italiano con sede a Bordighera. Nel 1986 si trasferisce a Milano e si iscrive al corso di laurea in Architettura. Presso il Politecnico inizia ad interessarsi di fotografia frequentando le lezioni tenute dal fotografo milanese Andrea Sentieri.
Nel 1987 espone le sue immagini, realizzate in analogico e stampate in bianco e nero, per la rassegna “Images on the Road” tenuta nello storico negozio Giovenzana, a Milano.
Nel 2015 inizia a lavorare al progetto “Stati d’Acqua”, che lo vede impegnato per tre anni. Il lavoro è presentato per la prima volta nel 2018 nell’ambito del Milano PhotoFestival, presentato dal direttore artistico Roberto Mutti, presso lo storico spazio della Biblioteca Umanistica dell’Incoronata a Milano.
Nel 2019 parte del lavoro “Stati d’Acqua” è ripubblicato dalla casa editrice francese Les Editions de L’oeil.

 

 

“STATI D’ACQUA”

Stati d'acqua - Andrea Folli
From the series ‘Stati d’acqua’. Italy. © Andrea Folli

Si tratta di una serie di immagini che indaga il rapporto stabilito da bambini e ragazzi con l’acqua nei moderni spazi urbani denominati “specchi d’acqua”. Ho voluto riprodurre la prodigiosa vitalità, lo spettacolo essenzialmente sacro che i bambini spontaneamente offrono quando sono stimolati dalla presenza dell’acqua e che muta a seconda di come essa si presenta: in quiete, in movimento, allo stato gassoso, etc.
Alternando primi piani a visioni d’assieme ho cercato di conferire alla ricerca un ritmo musicale che accompagna i movimenti in un intreccio fra buio e luce, silenzio e rumore, lentezza e velocità, leggerezza e densità. Mi sono posizionato abbastanza lontano per rappresentarla nel suo complesso, sufficientemente vicino per percepirne le vibrazioni, per restituirle con un linguaggio diretto, essenziale ma capace di repentini cambi.

www.andreafolli.net
IG @arch.andreafolli

 

 

 

 

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Alessandro ANDO Magagna

Biografia

Ho iniziato a fotografare a 13 anni circa, utilizzando una reflex analogica Ricoh e poi una Nikon FM2. A 20 anni ho smesso per riprendere nel 2016 quando mia moglie mi regalò la Nikon d3200. Mi piace osservare e fotografare le persone in qualsiasi momento prevalentemente in b/n. Nel 2016 inizio il progetto SPB, in cui fotografo la reazione delle persone alla musica. Ho collaborato con Emanuela Serafino (psicoterapeuta) e Stefania Cartasegna (Tessere le Identità) in un progetto sensoriale di incontri tra persone chiamato “Double Sight”. Nello stesso anno espongo alcune foto di street a Paratissima Torino nel circuito N.i.c.e. Nel 2017 presento “Persone” e vinco il premio della giuria al concorso fotografico “Writerrugia”. Sempre nel 2017 a Bianco Festival della Fotografia di Alessandria, espongo “Donne Incartate”, progetto fotografico a quattro mani con la fotografa Laura Marinelli. Oltre alla fotografia ho realizzato un video musicale per i Viridanse e un video di animazione per l’artista torinese Æno.

“SPB (SENSITIVE PORTRAIT BOX)”

From the series ‘SPB’. Italy. © Alessandro Magagna

Serie di ritratti eseguiti durante le performance itineranti della SPB.
La Sensitive Portrait Box, è una cabina tutta nera in cui le persone entrano, si siedono, si isolano dall’ambiente esterno. Attraverso un foro, io fotografo il viso della persona e successivamente scelgo una canzone che faccio ascoltare all’interno della scatola. Qui eseguo il secondo scatto per immortale l’espressione del soggetto. Alla fine metto insieme le due pose in un’unica immagine e stampo una foto in b/n che consegno alla persona stessa.

Link alla pagina FB ANDO

IG andofotografia

 

 

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Roberta Capello

Roberta CapelloBiografia

Roberta Capello, diplomata in pittura all’Accademia Albertina di belle Arti di Torino, nel 2012 frequenta il corso di fotografia indetto dal circolo fotografico Il Mascherone di Giaveno scoprendo un efficace mezzo espressivo per le sue ricerche artistiche.
Pittrice, fotografa, restauratrice ed attrice, la sua ricerca è legata alla figura umana ed ai suoi ambigui, talvolta controversi, aspetti interiori.
Negli ultimi anni ha partecipato ed ottenuto riconoscimenti in diverse manifestazioni artistiche nazionali.

 

 

“SECONDA PELLE”

Progetto selezionato dal RFF con il Call For Entry 2019
Seconda pelle - Roberta Capello
From the series ‘Seconda Pelle’. Italy. © Roberta Capello

In questa sequenza di immagini l’autrice mette in relazione pittura e fotografia giocando sul dialogo tra realtà e finzione pittorica. Il corpo, scomposto in frammenti dipinti che emergono da un’intima oscurità, ci viene restituito nuovamente ri-composto attraverso l’immagine fotografica. Il soggetto “indossa” i quadri precedentemente dipinti dall’autrice stessa come fossero maschere, celando la propria identità ed allo stesso tempo dichiarandola attraverso il corpo dipinto nella sua nudità. Tramite l’epidermica superficie corporea vengono sondate le paure dell’esporsi, l’ambiguità delle apparenze, la cupa egocentrica morbosità rivolta al corpo, mentre una stimolata immaginazione permette alle zone d’ombra di rivelare più di quel che celano.  Al sicuro, nascosta dal dipinto, la figura e la sua misteriosa essenza si scoprono più nude che mai.

http://bleuminette.jimdo.com

 

 

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Stefano Barattini

Stefano BarattiniBiografia

Inizio a fotografare nel 1979 unendo la fotografia ai viaggi. Ho collaborato con la rivista Mototurismo per 4 anni raccontando con testi e foto i miei viaggi. Dopo una pausa di riflessione, nel periodo in cui stava nascendo l’era digitale, ho ripreso la fotografia adattandomi alle nuove tecnologie, sempre legandola ai viaggi soprattutto in Africa. L’architettura (con particolare interesse per il periodo razionalista) e gli spazi suburbani in continua crescita dove la presenza umana, nei miei scatti, è quasi sempre assente, sono temi che tratto periodicamente. Nel 2013 la scoperta dei luoghi abbandonati, con particolare interesse per gli insediamenti industriali. Questi luoghi rappresentano un mondo scomparso, sinonimo di progresso economico, benessere e valore per l’essere umano. Oggi sono valori perduti in quanto abbandonati su un territorio non riqualificato.

“BAUHAUS 1919 – 2019 “

Progetto selezionato dal RFF con il Call For Entry 2019
bauhaus Stefano barattini
From the series ‘Bauhaus 1919-2019’. Italy. © Stefano Barattini

Un centenario che merita la menzione. Già perché Bauhaus (casa del costruire), vuol dire la più importante scuola d’arte del Novecento. Fondata da Walter Gropius al termine della prima guerra mondiale, ha gettato le basi di uno stile architettonico e artistico che dura nel tempo, attuale ancora oggi, l’ultimo stile unificante che veicola uniformità nelle sue molteplici rappresentazioni, calco di una continua riproducibilità eletta ad emblema.
Per meglio comprendere l’opera di Gropius, dobbiamo ricordare che il processo di industrializzazione in Germania si è sviluppato più lentamente che in Inghilterra, e solo negli ultimi anni del diciannovesimo secolo si avviava la conversione dell’artigianato inteso come primaria modalità produttiva, in industria. Perciò la sfida, per Gropius, fu quella di conciliare creazione artistica e metodo artigianale con i criteri della produzione industriale; combinare le esigenze estetiche con le necessità tecnico funzionali insite nei manufatti.
Riassumendo fu la visione rivoluzionaria di Gropius, ossia unificare arte e artigianato, teoria e pratica a dar luogo a una pedagogia del progettare che comprende non solo l’architettura, ma anche altre discipline artistiche considerate complementari fra loro. Un cambio di paradigma che diventerà la matrice di un movimento culturale influente durante tutto il XX secolo.

www.stidy.com

Rossana (CN), Via Mazzini n.23
Autori e opere esposte:

Manicomio Fotografico

Manicomio Fotografico è un gruppo Facebook nato nel 2014 comprendente circa 300 iscritti appassionati di esplorazione urbana e di fotografia.
Filo conduttore che muove le anime di questo gruppo è l’amore ed il rispetto per i luoghi abbandonati e dimenticati e la volontà di preservarne la memoria attraverso la realizzazione di immagini fotografiche e di mostre.
Oltre a la voce dei colpevoli manicomio fotografico ha realizzato le seguenti mostre che hanno avuto l’onore di essere ospitate in importanti festival della fotografia quali Milano Photofestival, RFF, Novafeltria:
La rivoluzione triste – anno 2018
Antirinascimento – anno 2018
Pachamama – anno 2017
Memento Vitae – anno 2016

 

“LA VOCE DEI COLPEVOLI”

Progetto selezionato dal RFF con il Call For Entry 2019
Manicomio Fotografico-La Voce dei colpevoli
From the series ‘La voce dei colpevoli’. Italy. © Manicomio Fotografico

Manicomio Fotografico è orgoglioso di presentare la nuova mostra intitolata “La voce dei colpevoli” una collezione di scatti realizzati in vari manicomi italiani in stato di abbandono. La storica legge Basaglia ha cambiato molte cose, tra le quali la modalità di narrazione della follia e del luogo che la rinchiude. Può allora una fotografia narrare e rievocare un’emozione vissuta da altri in un luogo come questo? È a questa domanda che i fotografi hanno risposto, ciascuno trovando a suo modo la rappresentazione di spaesamento, preoccupazione, solitudine e infine abbandono.
La scelta di un tema difficile, quale quello della follia e dei manicomi è stato fortemente voluto dai membri di Manicomio fotografico nel tentativo di realizzare una mostra ancora più matura rispetto alle precedenti, dove le immagini voglio cercare di salvare dall’oblio le storie rinchiuse in queste strutture di cura ormai in decadenza.
La voce dei colpevoli nasce con l’obiettivo di ricordare tutti coloro che nei manicomi ci hanno dovuto vivere, coloro che hanno sofferto e coloro che vi sono morti. Nonostante il titolo possa fare pensare ad una mostra di denuncia di quanto accadde in queste strutture, la volontà del collettivo di fotografi di Manicomio Fotografico è stata di mantenere il giudizio in sospeso. I membri del gruppo infatti non solo si sono limitati a fotografare, ma hanno anche cercato documenti e storie relative ai manicomi visitati. Questa attività di ricerca ha messo in luce parecchi aspetti oscuri di quello che venne fatto nei manicomi, ma ha anche riportato a galla storie di eccellenza sanitaria e di ricerca scientifica all’avanguardia, rendendo difatti impossibile un giudizio totalmente negativo sulle strutture.
Espongono: Alessandro Malinverni, Andrea Rizzotto, Barbara Trovazzi, Chris Lunatic Slayer, Cristina Giaccardo, Emanuele Bai, Fausto Lubatti, Francesca Bertoli, Gian Bar, Gianni Pastorino, Gianpiero Casetta, Giorgio Marra, Giuseppe Bucci, Gualtiero Costi, Lo Re, Lorenzo Pecunia, Manuela Arcari, Marco Callegari, Marina Viviani, Marzio Scanavino, Mattia Cristofoli, Maurizio Perini, Paola Magnifico, Sergio Caggianello, Sergio Doria, Simone Nanetti, Silvia Morigi, Stefano Barattini e Stefano Bollinger.

Il collettivo di fotografi Manicomio Fotografico ha come centro di ricerca il luogo abbandonato. Con questa serie ci siamo concentrati sull’aspetto emotivo di uno di quei luoghi il cui vuoto riecheggia di voci ancora oggi: proprio il manicomio.
Link al MIPF19
L’elenco dei 29 autori al link http://www.manicomiofotografico.org/gli-autori/

Gianpiero Casetta

GIANLUCA CASETTABiografia

Retoucher e Digital Artist. Personaggio multiforme e poliedrico, si interessa di viaggi, arte grafica e fotografia, tecnicamente si ritiene un autodidatta puro, con una passione viscerale per la sperimentazione; si differenzia da subito per il proprio percorso creativo.

Utilizza la fotografia come strumento di comunicazione, cercando di dare forma a emozioni, sensazioni e gusto estetico

 

 

“NON PERDIT OMNES”

Progetto selezionato dal RFF con il Call For Entry 2019
Gianpiero Casetta Beauty of Decay
From the series ‘Non Perdit Omnes’. Italy. © Gianpiero Casetta

In minuscole stanze, circondato da muri scrostati e da tracce di esistenze trascorse, il corpo nudo occupa la scena. Teatro di una catarsi rispetto all’orrore del quotidiano e, nello stesso tempo, distanziandosi da tutto con una trasposizione figurativa che fa dell’Io l’Altro, tentando così di riparare alla frantumazione di un’integrità perduta.
Il corpo non è un’icona erotica né un sacello idealizzato, ma si assimila agli intonaci, gioca con la propria ombra, si confonde con mobili ed oggetti, si fonde con la natura: un corpo quasi sorpreso da uno scatto che pare cercare continuamente un nascondiglio.

www.gianpierocasetta.com
IG: @gianpiero_casetta

 

 

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Denis Brignone

DENIS BRIGNONEBiografia

La sua passione per la fotografia diventa sempre più forte negli anni. Corsi, workshop e tanta passione fanno sì che questo possa diventare un hobby molto importante per lui. Il suo stile è dato da un approccio semplice, onesto, vero e diretto. Predilige la fotografia paesaggistica. Al RFF presenta il suo primo vero grande lavoro fotografico. Nel cassetto altri progetti per il futuro…

 

 

“TERRA NUCLEARE”

Progetto selezionato dal RFF con il Call For Entry 2019
Denis Brignone-terra nucleare
From the series ‘Terra Nucleare’ © Denis Brignone

Per anni ho sentito l’espressione “Ah è tutta colpa di Chernobyl!”
Che cos’è Chernobyl? Tante domande mi hanno spinto ad andare a vedere, a capire. Quando è successo ero piccolo e ricordo davvero poco. Chernobyl ha cambiato la nostra vita e quella di milioni di persone. Attualmente sulla terra si contano 435 reattori nucleari in funzione, presenti in 31 Nazione nei 4 continenti. Senza contare quelli in costruzione, o in progettazione.
Il 26 Aprile 1986 al ChNPP di Chernobyl, attuale Ucraina, durante un test di sicurezza qualcosa andò storto e il reattore n°4 esplose. Migliaia di persone furono evacuate e persero tutto. I liquidatori diedero la vita per scongiurare una catastrofe peggiore.
Con questo progetto vorrei portarvi nella terra post atomica dopo 33 anni. Entreremo nella famosa centrale, visiteremo Prypjat, la città nata con la centrale e morta con la centrale.

www.ilmondodidenis.com
IG @denis_oneshot

Busca – P.zza regina Margherita n.20
Autori e opere esposte:

Luca Fontana

Biografia

Luca Fontana è un fotografo specializzato in visioni di terre selvagge, paesaggio ed orizzonti incontaminati. E’ stato pubblicato da diverse riviste e siti web sul tema tra cui National Geographic e Meridiani Montagne, e collabora con brand outdoor come ambasciatore di un approccio puro e rispettoso alla natura.

 

 

“ATACAMA – THE AFTERLIFE”

From the series ‘Atacama’. Italy. © Luca Fontana

Visioni monografiche scattate durante un’esplorazione nel Deserto dell’Atacama, tra Cile e Bolivia. L’autore ha voluto ritrarre la vibrante bellezza di questa terra selvaggia, praticamente spopolata, dove dall’altipiano più arido del mondo si stagliano vette vulcaniche oltre i 6000m, con colori e tonalità che sembrano di un altro pianeta. E’ un viaggio verso un vuoto, ma un vuoto caldo e colorato.

www.lucafontana.com

IG: @mountainscaper

 

 

 

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Veruschka Verista

Veruschka Verista“SORRISI NO LIMITS”

Progetto selezionato dal RFF con il Call For Entry 2019

Il Progetto prende vita a Seguito di un laboratorio Fotografico sviluppato dalla fotografa cuneese Veruschka Verista, basato sulla fotografia creativa ed emotiva, dove il mezzo non è il punto essenziale, ma il principio emozionale ed introspettivo, basato sulla ricerca di un proprio ‘’IO’’ fotografico, presso il Centro Diurno Disturbi Alimentari dell’ASLCN1, finanziato dalla fondazione CRC .
Il progetto a tema “Il Sorriso” nasce da un idea degli operatori del Centro Disturbi Alimentari dell’ASLCN1, (Veronica Balbo infermiera e Bersia Marilena O.S.S.
Le fotografe hanno seguito un percorso fotografico fatto di lezioni molto semplici e divertenti, sviluppando alcuni degli esercizi tratti dal libro ‘’ Fotografia Creativa’’ di Franco Fontana, la fotografa abbina a questi esercizi una serie di lezioni compositive ed emozionale, questo tipo di percorso permette a tutti di potersi approcciare alla fotografia partendo dal semplice telefonino, mezzo con il quale le ragazze hanno realizzato gli scatti.
Si crea così una collaborazione tra due associazioni senza scopo di lucro, Mente in Pace rappresentata dal presidente Dott. Mario Silvestro e Cuneofotografia rappresentata dal segretario Veruschka Verista

Sorrisi no limits
From the series ‘Sorrisi no limits’. Italy. © Veruschka verista

La mostra è dedicata alla giornata nazionale dei disturbi alimentari, con la collaborazione di Amico Sport presso la palestra inclusiva, gli atleti sono diventati i Modelli!!!
‘’Luminosa’’ sviluppa lo Yoga della Risata, Lucy una tenera Barboncina accompagnata da Silvia ci regala gioia attraverso la Pet Therapy, Paolo Sani si occupa di documentare la giornata con un video, ed i ragazzi del servizio civile Martina e Gian Maria prestano il loro valido aiuto,
Messi Insieme tutti questi elementi si è creato un progetto con un coinvolgimento emotivo altissimo.
Le ragazze del centro DCA hanno realizzato gli scatti seguendo la loro creatività lasciandosi andare alle loro emozioni, il risultato finale ‘’non è’’ semplicemente una mostra fotografica ma un’esplosione di gioia, sorrisi e tanta emozione!!

 

 

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Tatiana Marcella Lovera

Tatiana Marcella LoveraBiografia

Sono un medico estetico, amante dei viaggi e degli animali, passioni che emergono chiaramente dalle mie foto.
Attualmente prediligo fotografare in modo “mirato”, finalizzato alla creazione di multivisioni digitali.
Dal momento che tutto ciò che è novità ha un fascino cui difficilmente riesco a resistere, ho sperimentato anche la fotografia con lo smartphone, per cui il mio portfolio consta di immagini scattate sia con la reflex che con un iphone.

 

 

“FRAGMENTATION”

Progetto selezionato dal RFF con il Call For Entry 2019
Fragmentation bocca
From the series ‘Fragmentation’. Italy. © Tatiana Marcella Lovera

Cambiare l’età anagrafica è impossibile. Il tempo passa inesorabilmente, lasciando segni che modificano drasticamente l’aspetto estetico e contrastare l’invecchiamento e i conseguenti inestetismi non è cosa facile come spesso i media e la pubblicità vogliono farci credere. Gli occhi, le labbra, le guance, i nasi, le pance, i glutei di “Fragmentation” sono espressione di una frammentazione del sé e della propria immagine. Correggere, modificare, aumentare, ridurre, volumizzare parti del viso e del corpo per migliorare il proprio aspetto, ma soprattutto il proprio umore, spesso in alternanza tra stati disforici e periodi di eutimia.
Le foto di “Fragmentation” sono state scattate con un iphone X e post prodotte in “low key” con app IOS.

Note:
“FRAGMENTATION” fa parte di un progetto più ampio, presentato insieme a LIVIO SAULE, sulla fotografia con smartphone-tablet, a completamento di tutto ciò che può essere realizzato con gli smartphone.

Link alla pagina Flickr

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Pietro Naos

Pietro naosBiografia

Pietro Naos, fotografa prevalentemente con le sue reflex digitali, ma ancora oggi utilizza anche reflex analogiche, la Yashica fx3 e la Canon ae-1 ereditata e ancora perfettamente funzionante, ma l’ultimo strumento per i suoi progetti, sono le polaroid in particolare la sx-70, vero e proprio oggetto di culto.
Attualmente si concentra su alcuni progetti personali tra cui “Aspetto perfetto”, “Life Line”, “oracomeallora”.
Fil Rouge dei suoi progetti è la memoria e il tempo che scorre inesorabilmente.

 

 

“LIFE LINE”

Progetto selezionato dal RFF con il Call For Entry 2019
Life Line
From the series ‘Life Line’. Italy. © Pietro Naos

Storie di uomini e donne, ripercorse attraverso la linea della vita.
Narrazione di vissuto, esperienza e individualità, racchiusi in un ritratto carico di emozioni e sensazioni.
Il progetto sociale Life Line è una sorta di chiromanzia inversa, che tramite lo studio del palmo della mano, permette ai protagonisti fotografati di ripercorrere la propria storia e il proprio passato, attraverso la linea della vita.
Un racconto, che grazie ai lineamenti del viso, rivela il carattere, l’anima e la storia, perché le rughe sono veri e propri tatuaggi della saggezza, impressi dal tempo sul corpo come un indelebile disegno.
Il palmo della mano, con la propria linea della vita, rappresenta, consapevolmente, il PASSATO del soggetto. A questa immagine è stata sovrapposta quella del volto, che nel primo piano fotografico è isolato dal contesto, dallo status sociale. L’attenzione è sulle sue “linee”, che raccontano la propria vita e definiscono l’aspetto esteriore del protagonista, oggi, al PRESENTE. Esso rivolge lo sguardo al FUTURO, alle nuove generazioni, ora più che mai, carenti di punti di riferimento.
Il percorso ha lo scopo di mettere al centro gli “anziani”, influenti e autorevoli come nelle tribù di antichi popoli. Essi, ricchi di conoscenza, hanno molto da insegnare e tramandare, poichè una generazione che non conosce e non stima i propri decani, non può comprendere nemmeno se stessa.

IG @pietronaos

Pagina FB del progetto

Gian Carlo Boretto

Gian Carlo BorettoBiografia

Sono sempre stato attratto da tutto ciò che è immagine e colore. Da più di quarant’anni mi dedico alla fotografia e alla pittura. Ho tenuto corsi di fotografia. Come tanti ho usato la camera oscura per anni.

Gli interessi fotografici sono chiaramente cambiati nel corso del tempo. Da diversi anni mi dedico alla Street Photography e al reportage. Fotografo, generalmente, con un paio di ottiche fisse. Amo la possibilità, che la fotografia offre, di relazionarmi con il prossimo.

 

 

NIUTAUN/Nuove Persone – Ritratti Spontanei Ambientati

Progetto selezionato dal RFF con il Call For Entry 2019
Niu taun
From the series ‘Niutaun/Nuove persone’. Italy. © Gian Carlo Boretto

I giocolieri degli incroci
Queste immagini fanno parte di un progetto più ampio in fase di completamento e destinato a cogliere il cambiamento che è avvenuto e che sta avvenendo nella mia città. Il progetto generale si intitola NIUTAUN (new Town) ed è formato da tre sezioni distinte che possono vivere indipendentemente: i Nuovi Colori, le Nuove Forme e le Nuove Persone. Di questa ultima sezione fa parte il portfolio Ritratti Spontanei Ambientati. Le fotografie sono eseguite in doppia esposizione. L’immagine è formata una ripresa ambientale dove si vede eseguire l’esercizio e da un’altra con il soggetto che si avvicina e fa spontaneamente ciò che vuole. La spontaneità permette di intuire il carattere delle persone ritratte. Questa sezione del progetto può rientrare nel campo della fotografia sociale e vuole mettere in risalto le persone, in questo caso per noi nuove, rispetto al luogo comune e all’indifferenza con cui in genere vengono considerate.

 

Antonello Longo

ANTONELLO LONGOBiografia

Mi sono avvicinato al mondo della fotografia all’età di 15 anni quando, insieme ad un amico, ho sperimentato con grande entusiasmo lo sviluppo e la stampa di pellicole in bianco e nero. La passione per la fotografia non mi ha mai abbandonato ma solo con l’avvento del digitale ho avuto l’occasione di riprendere studi e sperimentazioni. Nel giugno del 2018, alla veneranda età di 59 anni, ho finalmente coronato il sogno di diventare un fotografo professionista. Alterno la formazione professionale al desiderio di esprimere, attraverso le immagini, la mia visione del mondo.

 

 

“NO FACE BOOK”

Progetto selezionato dal RFF con il Call For Entry 2019
NO FACE BOOK
From the series ‘No Face Book’. Italy. © Antonello Longo

No Face Book è un progetto che intende curiosare nei gusti letterari di una gamma, il più ampia possibile, di lettori, lasciando spazio all’immaginazione dello spettatore. Il libro scelto da ogni partecipante, lo mette direttamente in relazione con quello che appare di lui, più che coprire, offre un volto diverso al personaggio ritratto, più intimo e meno superficiale. Le scelte potranno risultare contradditorie, oppure potranno generare nello spettatore empatia nei confronti di un personaggio, o anche curiosità e desiderio di condividere un testo. Alle persone ritratte è stato chiesto di scegliere un libro, tra quelli letti, secondo i parametri che preferiva; emozione; identificazione personale; istinto… nella consapevolezza che la scelta potrebbe variare in futuro ma che nell’atto di fotografare viene fissato anche il valore dato in quel momento. Per lo stesso motivo viene lasciata assoluta libertà per quanto riguarda abbigliamento, posizione delle mani e postura in modo da aggiungere alcuni piccoli indizi della personalità di chi si lascia ritrarre. La scelta del titolo di questo progetto richiama, non a caso, uno dei maggiori fenomeni social del momento e non vuole essere una negazione al suo utilizzo ma soltanto un’esortazione a non permettere che la lettura venga travolta e sommersa da nuove abitudini.

www.graffi.net

 

 

 

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Massimo Macagno

MASSIMO MACAGNOBiografia

Fin da ragazzo ho sempre amato fotografare, una passione tramandatami da mio nonno, all’età di 14 anni ho iniziato a fare qualche scatto con la mia prima reflex.
Poi il lavoro ed il poco tempo a disposizione mi hanno allontanato dalla mia passione fino al 2012 quando ho acquistato la mia prima reflex digitale.
Con la mia nuova macchina in mano ho deciso di prendere più seriamente la mia passione e di seguire molti corsi e workshop dalle basi della fotografia, all’utilizzo di luci da studio fino alla fotografia naturalistica. Queste molte contaminazioni tecniche, unite alla mia passione per la natura ed il cibo hanno fatto in modo che mi interessassi sia di fotografia naturalistica con predilezione per la Macrofotografia sia di fotografia food utilizzando tecniche light painting.

 

 

“FIORI ED INSETTI, UN CONNUBIO INDISSOLUBILE”

Progetto selezionato dal RFF con il Call For Entry 2019
FIORI ED INSETTI
From the series ‘Fiori ed insetti’ © Massimo Macagno

Nel mondo del macro l’interazione tra fiori ed insetti mi ha sempre affascinato, la sinergia che creano è quasi magica. Una necessita vitale li lega, gli uni per potersi riprodurre e gli altri per poter trovare il cibo necessario alla vita. Spesso ai nostri occhi un insetto che si posa su un fiore è una cosa banale, ma in realtà nulla è lasciato al caso. Gli insetti non scelgono dei fiori qualsiasi, questi con i loro colori e forme attirano l’insetto più utile al loro scopo.

www.massimomacagno.it

 

 

 

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